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L'alta Valle del Sangro

Percorrendo la A25, al margine delle pendici gibbose del M.Sirente, raggiungiamo Pescina, antico centro dei Marsi, assiepata ai piedi di un aspro sperone calcareo: il paese Ŕ famoso per aver dato i natali al Cardinale Mazzarino e ad uno dei massimi scrittori del novecento, Ignazio Silone, che nacque qui il 1░ maggio del 1900. La cittadina fu letteralmente distrutta dal terremoto del 1915, ancora oggi si pu˛ osservare, sopra la strada che costeggia il fiume Giovenco, il nucleo antico del paese, completamente diroccato. Pi¨ in alto, sono i resti della casa del cardinale. Salendo verso le alture dei M. Marsicani incontriamo Gioia dei Marsi: il nucleo vecchio del paese si trova in alto, a circa 1400 m, e risale al X secolo, quando gli abitanti dei centri di pianura si spostarono verso le alture per proteggersi dalle scorrerire dei Saraceni. In seguito al terremoto il paese fu ricostruito pi¨ a valle.


Veduta di Opi

Interessanti sono i resti dell'abitato fortificato di Sperone, con una antica torre di avvistamento; presso il valico di Gioia Vecchio Ŕ anche l'interessante chiesa tardo cinquecentesca. Passato il valico, entriamo ufficialmente nel territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo; raggiunto il Passo del Diavolo scendiamo nella Val di Sangro: le prime sorgenti del fiume sono ai piedi del M. di Valle Caprara che si erge roccioso al lato della strada. Ben presto siamo a Pescasseroli, nel cuore del parco. L'origine del borgo Ŕ molto antica, fonti latine (Silio Italico - "De Bello Punico") ne attribuiscono la fondazione a genti Peligne che giunsero nella zona e si insediarono presso il colle di Castel Mancino, dove sono ancora visibili resti di una fortificazione di etÓ pre-romana; come molti centri dell'Abruzzo, il paese pass˛ attravero numerosi cambi di proprietÓ nel corso del Medioevo: fu feudo dei Conti di Celano, dei Di Sangro, dei d'Aquino e poi dei marchesi del Vasto.

Da visitare la parrocchiale dei S.S Pietro e Paolo risalente all'anno mille, la barocca Chiesa del Carmelo (1729) e il Palazzo Sipari ove visse Benedetto Croce, nato qui nel 1866. Poco a sud di Pescasseroli, allungata sopra uno sperone roccioso ai piedi del Monte Marsicano sorge Opi: il nome deriva dalla dea dell'abbondanza Ope, cui era dedicato un tempio di etÓ preromana sulla sommitÓ della collina. Nei pressi del paese sono numerosi reperti archeologici, di etÓ romana e pre-romana, fra cui una villa appartenuta a Cicerone. Da vedere la Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, del XII secolo, con stucchi e affreschi, e la Cappella di S. Giovanni Battista, risalente al XVII secolo, in stile barocco.


Lago di Barrea

Aggirando le propaggini della Camosciara si raggiunge Civitella Alfedena: di origini antichissime, sorse sulle rovine della cittÓ marsa Fresilia e fu forse anche cittadella avanzata della cittÓ sannita di Aufidena. La struttura attuale del paese risale al medioevo, da notare la Torre del 1300, la Parrocchiale di S. Nicola con un antico organo e sculture lignee. A nord dell'abitato sorge il Santuario di S. Lucia di origini antichissime. Costeggiando il lago omonimo si giunge a Barrea, alle pendici del Monte Greco.

L'insediamento ha origine in etÓ pre-romana, qui sorse nel sec. VII l' Abbazia di S.Angelo appartenente ai benedettini che fu distrutta nel 937 e riedificata dai monaci di Cassino nel 1017. Da vedere il Castello con torre e torrione e la Parrocchiale di S. Tommaso, rislaente al sec. XVI. Svalicando lungo la valle del Sangro, si giunge ad Alfedena, l'antica cittÓ sannita di Auphidena, conquistata dai romani nel 298 a.C., fu possesso longobardo pass˛ nei secoli ai Cantelmo, duchi di Popoli. Dell'antica cittÓ rimangono resti di mura megalitiche ed una necropoli risalente al VI - III sec. a.C. Da visitare la Parrocchialoe dei Santi Pietro e Paolo, del sec. XIII ed i resti del Castello. Scendendo verso il Molise e la Valle del Volturno si raggiunge Pizzone, piccolo paese addossato alle falde del Monte S.Angelo: la sua origine risale alla colonizzazione, nel sec. X, della vicina abbazia di S. Vincenzo al Volturno. Da vedere la Chiesa di S. Nicola e la cappella di S. Liberata.